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La partecipazione del Gruppo Optoi a Inn4mech 2021: alcune riglessioni di Alfredo Maglione

A luglio il Gruppo Optoi ha partecipato a Inn4Mech, evento internazionale in Trentino dedicato alle più avanzate frontiere della meccatronica. L’edizione di quest’anno era di grande interesse sin dal titolo, indicativo del mutamento di paradigmi in corso: “Off-highway Machine R-evolution”, e infatti il focus è stato sui veicoli speciali come le macchine per l’agricoltura e per il movimento-terra, le macchine forestali ecc.

Organizzato da Trentino Sviluppo con il colosso Dana, l’evento ha visto la partecipazione di speaker e ospiti internazionali di alto livello, ed è stato seguito da centinaia di imprenditori e manager in Italia e nel mondo. Il presidente del Gruppo Optoi Alfredo Maglione è stato uno dei due partecipanti lato Optoi, e in questa breve conversazione ci fornisce qualche dettaglio in più sull’iniziativa e sulla sua portata.
Alfredo, come valuti la partecipazione del Gruppo Optoi a Inn4Mech?

Senz’altro è stato un evento molto apprezzato, che conferma la sua reputazione di “punto di riferimento” nel settore — in forte crescita — della meccatronica. Hanno partecipato oltre cento manager di alto livello collegati da tutto il mondo: segno non solo della qualità di Inn4Mech, ma della capacità attrattiva della meccatronica trentina, e in generale italiana. Il Gruppo Optoi ha partecipato a Inn4Mech in due momenti diversi. Il direttore tecnico di Optoi Nicola Battisti è stato tra i protagonisti del workshop sui nuovi materiali e processi Smart sensors in harsh environment, mobile vehicles: how can they offer more functionalities through integration, how can they be reliable and predict maintenances through smart algorithms, dove ha presentato il nostro nuovo sensore per il settore dei veicoli speciali. Invece io ho presieduto il workshop sull’open innovation, focalizzato in particolare sugli acceleratori attivi nel settore della meccatronica.

C’erano speaker europei di spicco al workshop sull’open innovation, e ha avuto un buon esito.

Sì, ha avuto riscontri molto positivi, ed è stato senz’altro di grande interesse, grazie a speaker di spicco, come giustamente hai rilevato: Alberto Gasperi, co-fondatore e socio di Industrio Ventures; Jörg Schüler dell’eccellenza tedesca HighTech Startbahn; Roberto Santolamazza di t2i da Treviso; Przemysław Zieliński del Parco tecnologico di Cracovia.

Il titolo di quest’edizione di Inn4Mech era “Off-highway Machine R-evolution”. Qual è il nesso tra il Gruppo Optoi, specializzato in sensoristica, e il mondo dell’off-highway?

Per rispondere alla tua domanda voglio farti notare un dettaglio: nel titolo dell’evento di fronte alla parola evolution c’era una r, di revolution. Ecco, nel settore dei veicoli speciali sta avendo luogo quella rivoluzione tecnologica già avvenuta vent’anni fa nell’automotive, che si traduce in un grande utilizzo di tecnologie abilitanti: software, sistemi IoT, e soprattutto sensoristica, che può avere un impatto di assoluto rilievo. Il Gruppo Optoi, che fa sensori da venticinque anni, sta diventando una delle realtà abilitanti di questa rivoluzione, in Italia e non solo.

Il workshop a cui ha partecipato Nicola Battisti riguardava i sensori smart in ambienti ostili. Ma a cosa servono dei sensori smart in ambienti del genere?

Sono molto utili perché svolgono principalmente due funzioni. La prima è quella di rilevare le misure, e quindi poter misurare gli spostamenti dei veicoli, le traiettorie che compiono, le sterzate e così via; del resto la funzione della sensoristica smart è proprio quella di compiere misure, e — nel settore in esame — rendere i veicoli sempre più sicuri e intelligenti, favorendo l’evoluzione verso mezzi a guida assistita o addirittura autonoma. La seconda funzione della sensoristica smart è di compensazione: i macchinari che lavorano in ambienti ostili, per esempio terreni complessi, devono essere dotati di sensori intelligenti in grado di percepire e misurare le usure e i deterioramenti dovuti a tali ambienti ostili e, grazie all’intelligenza che hanno a bordo, compensare tali anomalie.

Optoi sviluppa e ha sviluppato sensori particolarmente interessanti a riguardo…

Sì, il Gruppo Optoi è ormai da più di quindici anni che ha fatto partire lo sviluppo di una famiglia di sensori proprio per il settore dell’off-highway, dei veicoli speciali. Siamo arrivati alla quinta generazione di questa famiglia, che si è evoluta moltissimo. Sono diventati sensori sempre più affidabili, robusti, intelligenti. E senz’altro è un plus l’esperienza maturata sul campo, avendo realizzato e distribuito in tutto il mondo un numero di pezzi prossimo al milione.
È stata presentata nuova tecnologia al workshop?

Nicola Battisti, il direttore tecnico di Optoi, è intervenuto per raccontare le ultime novità: in particolare, un’evoluzione fortemente richiesta dal mercato, cioè un sensore non solo smart, ma anche in grado di effettuare attività di diagnostica. Oggi non bastano più l’affidabilità, la capacità di compensare le usure che menzionavo prima; è richiesto un ulteriore quid pluris, come l’invio di un segnale diagnostico semplice, simil-semaforico, per indicare quando il sensore funziona in modo corretto o invece è in atto un’anomalia o un’usura; in caso di problemi, l’operatore può attuare una sorta di manutenzione predittiva, andando a sostituire il sensore prima che esso cessi di funzionare.

In altre parole un concetto già ben radicato nell’Industria 4.0 viene applicato anche nel settore dell’off-highway…

Esattamente.

I riscontri da parte del pubblico quali sono stati?

Positivi. Sia nel corso del workshop che successivamente sono arrivate numerose domande e richieste di contatto via email, perché ovviamente hanno assistito anche molti clienti di Optoi, o nuovi clienti che sono rimasti colpiti dalla nostra presentazione. Tutti, tengo a sottolineare, sono consapevoli dell’urgenza di innovare anche nel settore dei veicoli speciali puntando su tecnologie che hanno già fornito ottimi riscontri in ambito Industria 4.0 o automotive.

Tanto interesse quindi, dall’Italia ma anche dall’estero se non sbaglio.

Corretto. La cosa non mi stupisce perché quest’anno abbiamo intensificato la nostra azione di internazionalizzazione. Eravamo già presenti in vari mercati esteri, e la nostra percentuale di ricavi da altri paesi è già oggi intorno al 20%, ma ci sono spazi per migliorare. Non a caso quella percentuale sta già crescendo, sia in valori assoluti che relativi, e nei prossimi anni ci daremo da fare per continuare a sostenere la nostra azione di internazionalizzazione.
Tu hai presieduto al workshop sull’open innovation, focalizzato sull’esperienza degli acceleratori attivi nella meccatronica. In che modo una realtà come Optoi può lavorare con un acceleratore?

Se l’acceleratore lavora in una logica di open innovation l’interesse da parte di tante aziende innovative, incluso il Gruppo Optoi, è sempre molto forte, e non è un caso. Una PMI che fa innovazione ormai deve necessariamente interagire con startup, spin-off e centri di ricerca. E il dialogo può avere luogo sia direttamente con le startup (e infatti noi stiamo incrementando le interazioni con le startup, in particolare quelle accelerate dal già citato Industrio Ventures) sia portando avanti progetti congiunti che facciano sedere intorno allo stesso tavolo startup, spin-off, centri di ricerca e naturalmente realtà corporate. Il Gruppo Optoi è un interlocutore con una certa esperienza a riguardo, e sa come coinvolgere tanto le startup, che sono piccole ma agili, che le grandi aziende con molto valore da offrire, ma magari un po’ più “ingessate”. Credo, oggi più che mai, che fare rete e lavorare in sinergia siano gli strumenti necessari per generare innovazione concreta, specialmente in un paese di PMI come l’Italia.
Autore Marcello Benazzoli
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